Non ci pensiamo mai. Eppure, l’associazione tra bellezza femminile, benessere e un fisico sportivo e tonico è storia recente, recentissima.

Lo sport: un ambito strettamente maschile per secoli

L’ambito sportivo, soprattutto agonistico, è stato storicamente territorio di pertinenza maschile. Le donne erano relegate a ruoli minori per motivi culturali, presunte limitazioni fisiche e ragioni pratiche. Un esempio su tutti: la moda femminile per secoli ha previsto tutto fuorché “outfit” adeguati all’allenamento.

Per dire: oggi siamo libere di fare Triathlon, picchiare duro su un ring e poi dedicarci alla pole dance. Ma fino al 1967 (quindi non nel Paleolitico), era credenza comune che le donne fossero troppo deboli per correre una maratona. Per questo era loro vietato iscriversi.

Figuriamoci.

Gli stereotipi di bellezza femminile

Dunque, fino all’epoca moderna, l’ideale di bellezza femminile non è mai stato associato alla prestanza fisica, alla potenza muscolare e alla performance sportiva. Tutt’altro, direi. Le donne comuni dovevano affannarsi a rincorrere i modelli che si succedevano a fasi alterne della storia: filiformi ed emaciate oppure morbide e formose. Non c’erano alternative.

Santa Jane Fonda e l’aerobica della salvezza

Poi sono arrivati gli anni 80, con Santa Jane Fonda e l’aerobica. Oltre ad introdurre nei nostri guardaroba fascette di spugna, tutine e scaldamuscoli (sì, ce li mettevamo veramente), Mrs Fonda ha iniziato a convogliare l’equazione “bellezza=fisico tonico e vita attiva”. Attenzione, non soltanto per una questione estetica (che, come tutte le questioni estetiche, può essere opinabile), ma in quanto sinonimo di benessere, salute fisica e mentale.

La rivoluzione NIKE Women

Piano piano lo sport e l’attività fisica al femminile hanno iniziato a viaggiare di pari passo con il movimento Women Empowerment. Una tendenza che ha visto le donne prendere sempre maggiore consapevolezza del proprio potere e del proprio ruolo all’interno della società. Non a caso, un gigante come Nike ha lanciato proprio nel 1986 la prima campagna rivolta alle donne. Si trattava della famosa Campagna “You were born a daughter”, raccontata con maestria da Moses Ma, Langdon Morris e Jerome Conlon in “Soulful Branding” (ottenibile qui). Qui, per la prima volta, la narrazione dell’epica Nike assumeva una voce femminile priva di connotati leziosi e remissivi. Le donne venivano incoraggiate a prendersi cura di sé, perseguendo ciò che le faceva sentire “più forti, più veloci, più complete”.

E’ un linguaggio a cui oggi siamo abituate, ma vi assicuro che in quegli anni non ci passava nemmeno per la testa che ciò fosse possibile.

Oggi il Fitness è libertà

Sono passati più di 30 anni. Nel nostro angolo di pianeta (non ovunque, purtroppo), oggi siamo LIBERE di muoverci. Possiamo praticare qualunque sport e disciplina, indossando quello che ci pare (la maglietta sformata del liceo come i leggings più sexy del mondo). Siamo in grado di esprimere la nostra femminilità e la nostra essenza COME CAZZAROLA CI PARE A NOI.

La visione GLAMOVE

GLAMOVE è nata come celebrazione di questa meravigliosa libertà. E’ nata come tributo alle donne che hanno lottato per ottenerla e come supporto per quelle che scelgono oggi di viverla al massimo, muovendosi il più possibile.

Siamo onorate di portare avanti la nostra missione:

  • Incoraggiarle a vivere appieno la propria fisicità perseguendo il benessere nel fitness
  • Proteggere e valorizzare la loro bellezza con prodotti eccellenti
  • Dare il nostro contributo a cause rilevanti, strettamente legate al rapporto con il proprio corpo, come la lotta ai disordini alimentari.

Rifiutiamo gli stereotipi, l’inerzia e il controllo e non ci fermeremo mai. Lavoreremo insieme, instancabilmente, finché ogni donna sarà libera di scegliere di muoversi per stare bene.